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PTI 2016: il progetto dedicato alle donne straniere di Massanzago

Il PTI della Regione Veneto prevede ogni anno i Piani Territoriali per l’Integrazione. Quest’anno la ULSS 15, quale ente capofila, su delega della Conferenza dei Sindaci dell’Alta Padovana, in collaborazione con il partner Cooperativa Sociale GEA, hanno presentato un progetto a favore del territorio di Massanzago.

Nello specifico, all’inizio dell’anno 2016 è stato attivato un tavolo di coordinamento tra la ULSS 15, la Cooperativa Sociale GEA, il Comune di Massanzago e l’Istituto Comprensivo di Trebaseleghe-Massanzago.

Dall’esperienza sul territorio emerge che le donne/madri straniere (soprattutto nord-africane) sono spesso gravate da una situazione di analfabetismo o semi-analfabetismo in lingua madre, bassi livelli di scolarizzazione, dal carico dei figli minori e dalla conseguente difficoltà a trovare opportunità di socializzazione ed apprendimento della lingua italiana, nonché occupazionali. Le donne solitamente restano pertanto escluse dai processi di confronto e comunicazione con i cittadini, i servizi e le istituzioni locali. Senza competenze linguistiche di base, risulta estremamente complicato comunicare con i servizi socio-sanitari del territorio, rapportarsi con la scuola in merito alla situazione scolastica dei figli e seguirli nei compiti a casa.

Il progetto, quindi, si è rivolto al target più fragile: un gruppo di donne provenienti dalla zona del Maghreb con figli piccoli, inoccupate o disoccupate e prive di mezzi di trasporto propri. Attraverso le attività di progetto si è favorita la socializzazione e l’integrazione delle donne e delle rispettive famiglie, migliorando la loro comprensione delle regole civili e dei servizi del territorio e promuovendo una corretta interlocuzione con le istituzioni.

E’ stato un percorso di empowerment: prima di tutto attraverso il miglioramento del livello di italiano, poi creando occasioni di incontro e di conoscenza reciproca con associazioni del territorio (per esempio la Caritas di Camposampiero), il SIAN (Servizio Igiene Alimentazione e Nutrizione) della ULSS 15, i vari uffici comunali.

Donne hanno incontrato altre donne con l’obiettivo di uno scambio reciproco, donne hanno ascoltato e condiviso la propria storia. Grazie a ciò c’è stato un rafforzamento della consapevolezza (da parte di tutti i soggetti del tavolo) rispetto alle risorse presenti sul territorio, alla capacità di promuovere una integrazione rispettosa e arricchente.

Il gruppo si è incontrato nei mesi di ottobre, novembre e dicembre 2016 a Sandono.

Otto donne, di cui tre analfabete anche in lingua madre, hanno partecipato con costanza e serietà al percorso.

“Fino a qualche mese fa quando arrivava una lettera per posta non aprivo neanche la busta e la porgevo a mio marito o a mia figlia, adesso la apro e con calma cerco di leggerla” dice Latifa.

“Ho sempre voluto partecipare di più alle attività che organizza la scuola dei miei figli, ma non mi sentivo all’altezza perché non riuscivo a rivolgere neanche una parola alle altre mamme. Adesso, invece, non ho più paura…con pazienza riesco a capire quello che le altre persone mi dicono e lentamente cerco di rispondere” dice Milhal.

“Sono in Italia da tanti anni e ho sempre cercato alla radio le frequenza della radio del Marocco, ma adesso cerco una italiana così faccio pratica e cerco di capire quello che dicono” dice Jamila.

Sono tutte donne che, nonostante risiedano in Italia da tanti anni, per la loro condizione famigliare non sono mai riuscite a socializzare. Hanno sempre vissuto in un mondo “a parte” … in bilico tra il mondo arabo e quello italiano. I figli da un lato le prendono in giro perché non sanno bene l’italiano, dall’altro vorrebbero che fossero più coinvolte e partecipi delle attività della scuola.

Inoltre, questo percorso di empowerment è riuscito anche a rinsaldare i legami delle donne tra di loro, è cresciuta la conoscenza reciproca e anche la stima e la solidarietà. L’aumento delle competenze linguistiche e civiche da una parte e il legame di gruppo dall’altra le hanno rese più forti nell’affrontare le problematiche quotidiane.

Nell’attesa di una risposta sui fondi FAMI per poter proseguire questo percorso,  ci impegniamo a tenere aperto il dialogo, la collaborazione, l’ascolto sempre per il bene della cittadinanza, perché ognuno si senta un membro…unico ed insostituibile…della comunità.

 

Laura Di Lenna

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